Ossia, un servizio mandato in onda qualche giorno fa alle Iene, riguardante quella che sembrerebbe essere la peggiore e più pericolosa droga al mondo, la Krokodil, per gli "amici" Krok.
Questa sostanza "nasce" in Russia almeno un decennio fa, ma la crisi degli ultimi anni e la mancanza di prospettive che caratterizza alcune aree del territorio hanno fatto sì che il consumo si sia diffuso sempre più.
Si, perchè la Krokodil costa poco, nel servizio mandato alle Iene hanno mostrato che con soli 12 euro si ottengono tutte le materie per produrre il mix letale.
Dodici euro.
Con questa somma è possibile procurarsi dei farmaci per il mal di testa (purchè contengano codeina, sostanza necessaria alla produzione della dose), iodio, olio, benzina e detersivo.
Tutto qua.
Pochi soldi, pochi ingredienti, e si produce il mix più letale tra quelli in circolazione, tre volte più potente dell'eroina.
Se sei fortunato, vivrai al massimo 3 anni.
La Krokodil danneggia gravemente i tessuti, intaccando i muscoli e le ossa e sciogliendo letteralmente la carne. Le persone che ne fanno uso, cominciano da subito a presentare sul corpo delle escoriazioni simili a bruciature di sigaretta e che col passare del (poco) tempo consumano la carne, lasciando scoperte le ossa. Da qui il nome Krokodil che starebbe appunto a ricordare, guardando gli arti menomati di chi ne fa uso, il morso di un coccodrillo.
(Un documentario in inglese sottotitolato in italiano.) Attenzione immagini forti!
Se digitate Krokodil su google vi usciranno fuori delle immagini tremende, quindi se siete sensibili vi consiglio vivamente di non farlo.
Questa è l'unica immagine "decente" che riesco a mostrarvi del servizio andato in onda, ossia il prima-dopo di una donna tossicodipendente.
No, non sono passati 50 anni, ma soltanto pochi mesi.
E in questo breve lasso di tempo questa donna non solo è invecchiata da far paura, ma si è ridotta in uno stato pietoso, al punto da non poter più muoversi e uscire fuori di casa, vivendo in una situazione di degrado psico-fisico e sociale che, francamente, nel 2013 è difficile da concepire.
Dal servizio delle Iene (che potete rivedere, come ho fatto io, dal sito di Mediaset) , più che gli effetti disastrosi della droga in questione, ciò che più mi ha sconvolto è la totale mancanza, da parte dei tossici, di qualsiasi tipo di valore nei confronti della vita.
E' vero che queste persone vivono in una realtà difficile, non ci sono soldi, non c'è lavoro, non vi sono stimoli culturali (mi ricorda un po' il posto in cui vivo, ahimè) ... ma ancora non riesco a capacitarmi di come si possa scegliere di entrare in un tunnel di dipendenza e dolore che porterà in breve tempo il disgraziato di turno a una morte certa, un lento e doloroso suicidio.
Una morte emotiva prima che fisica. La vita di queste persone è ridotta a un circolo vizioso che consiste nella ricerca degli ingredienti, la preparazione della Krokodil, le due ore di sballo dato dall'effetto ... e poi via, si ripete.
Mi ha colpito anche un'altra cosa. Se non avete visto il video, magari vi immaginate, come chiunque farebbe, che in questo limbo di morti che camminano (si, morti ... purtroppo queste persone sono morte in tutti i sensi, lo sono già a livello di "testa" e purtroppo lo saranno letteralmente) vi siano solo poveri disoccupati, abbandonati alla penuria e alla solitudine.
"Quei pochi che lavorano, spendono quel poco che guadagnano per comprare gli ingredienti per la Krokodil".
Tra loro, vi sono anche dei giovani.
Hanno intervistato una ragazza di 19 anni, una fortunata, perché ospite in una delle pochissime comunità di recupero per tossicodipendenti.
" Ho cominciato a usare la Krokodil perché ero triste. Il mio ragazzo mi aveva lasciata ed ero molto grassa. Volevo dimagrire e sapevo che le droghe facessero perdere l'appetito. Sono arrivata a pesare 35 kg"
So che è un paragone azzardato, ma in alcuni momenti, guardando quel filmato, ho pensato alla mia, di dipendenza.
Non mi sono forse ritrovata, giornate intere, a ripetere un ciclo di azioni in cui il cibo era la droga e l'effetto, una volta svanito, mi lasciava isterica e frustrata ... per portarmi poi, nuovamente, a "farmi"?
Non sono io che penso al cibo in continuazione? Cosa mangiare, dove mangiare, quanto mangiare ...
Esistono tante forme di dipendenza, che per svariati motivi, alcuni dei quali ignoti, ci portano a buttarci tra le infami braccia di una anzichè dell'altra.
Il drogato, l'alcolista, il malato di DCA, il dipendente da sesso, dal gioco, da internet ... tante intensità, tante forme, tante sfaccettature di un dolore ancestrale che si manifesta in ognuno in modo differente, in base alla situazione ed esperienza personale di ciascuno.
Spesso queste dipendenze si incontrano producendo risultati ancor più drammatici.
Altre volte, per sfuggire a una dipendenza, ci si imbatte in un'altra, peggiore.
Una volta avrei detto "per sfortuna" ... adesso dico "per fortuna" non sono mai arrivata al punto di volermi drogare. Forse per paura della morte ... non lo so.
Aspettate, ma perché diamine devo tirare in ballo sempre la morte?
Non può essere perchè magari, nonostante tutto, io alla mia Vita ... ci tengo???


Ci sono pochi post che riescono a sconvolgermi, questo ce l'ha fatta in pieno!
RispondiEliminaVerissima la riflessione sulle dipendenze, pensa che quando ero in comunita' ho conosciuto una ragazza, lei prima stava in un'altra comunita', dove non c'erano solo ragazze con dca ma un po' di tutto, tossicodipendenti, giocatori d'azzardo...praticamente uscivi di lì "guarita" dalla tua dipendenza, e te ne ritrovavi addosso una nuova acquisita, come mi ha raccontato.
Per la mia esperienza, è vero che spesso sono riuscita a vincere la mia dipendenza facendo ricorso ad un'altra, come il troppo lavoro ad esempio...comunque era un modo per non pensare ad altro, per non vivere al di fuori da quelle mura che mi facevano sentire piu' protetta...intanto pero' era una dipendenza piu' sana, e piano piano sono riuscita a lasciarmi alle spalle anche quella...
Il richiamo della vita a volte sa essere piu' forte di qualunque altra cosa, e sono certa sia così anche per te.
Non ho visto il servizio delle Iene, ma gia' dalle immagini viste su Google non sono riuscita ad approfondire molto sul Krokodil, ero scioccata.
Pero' lo guardero', promesso.
Grazie per avermi aperto gli occhi anche su questa realta'.
E io ti ringrazio per avermi fatto conoscere una storia che rappresenta l'esatto opposto di questa, la storia di una vincente, quella di Malala :)
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